Pietro Mori e Il Paradiso delle Signore


Nel grande giardino del riposo eterno, nella Milano della fine degli anni Cinquanta, un uomo distinto, in un completo scuro si avvicina a una tomba abbandonata. Ha l’aria afflitta di chi porta sulle spalle un grande dolore. Gli occhi non sono più arrossati e l’emozione non è più dirompente, ma il dolore è lì, indelebile, nei suoi occhi. Sfila dalla tasca un fazzoletto e accarezza la foto nell’ovale, incastonata nel marmo. L’immagine è quella di un uomo di bell’aspetto, con gli occhi grandi e scuri. I capelli neri impomatati e il taglio sono quelli dell’epoca. Ancora nel pieno del vigore è stato strappato alla vita.
Il nastro si avvolge e lo ritroviamo tre anni prima, a pochi passi dalla stazione di Milano, alle prese con un carico importante. Degli operai stanno armeggiando con un grosso sole in legno e provano a caricarlo su un furgone. Pietro scende dalla sua auto, pieno di entusiasmo, dando disposizioni per accertarsi che nella fretta il suo sole non subisca danni, ma all’improvviso la sua attenzione è attirata dalle grida di una ragazza che, poco più in là, cerca di difendersi dall’assalto di un ladro, che prova a rubarle la valigia. È bella. Anzi bellissima, anche se quelle vestiti troppo lunghe ne nascondono l’avvenenza. Ha una folta criniera bionda. Dei riccioli morbidi che le carezzano la schiena e uno scialle le copre le spalle. Ai piedi indossa delle scarpe basse, quasi maschili, e un vistoso paio di calzini. Fa una smorfia. Per uno come lui che di mestiere fa il commerciante di abbigliamento è un cazzotto in un occhio, ma non ha tempo, deve intervenire se non vuole che quella ragazza volitiva, nel tentativo di difendersi dal ladro, finisca con il farsi davvero male. Le si avvicina, l’afferra per le spalle e lei gli si avventa contro, imprecando contro di lui, per essersi fatta sfuggire il delinquente. La manda al diavolo. Ha cose molto più importanti a cui pensare, ma il destino ha deciso che quel giorno nella sua vita fin troppo buia, arrivi un raggio di sole a mandargli all’aria quanto ha freddamente deciso per se stesso.


Nel 1957 Pietro ha trentanove anni e un passato oscuro alle spalle. Sopravvissuto alla guerra e alla prigionia, è di recente tornato dall’America, dove ha fatto fortuna. Di lui si racconta che è vedovo e che tutta la sua vita ruota intorno a Il Paradiso delle Signore. Un grosso magazzino, uno di quelli nuovi, che minacciano i vecchi commercianti, costruito in centro, a pochi passi dal Duomo. Una costruzione bella ed elegante, di due piani, dove vi lavorano le Veneri. Signorine note per la loro avvenenza che assistono le clienti nei loro acquisti.  Qui Pietro trascorre gran parte della sua vita. Sembra quasi che non abbia una casa. Il Paradiso è il suo mondo, dove ogni mattina ritrova il ragioniere Galli, saluta il suo migliore amico, Vittorio Conti, geniale pubblicitario, prestato al Paradiso, e ascolta la rendicontazione della signorina Mantovani, una figura algida e seriosa, da sempre innamorata di lui che insieme alle Veneri si prende cura della clientela del suo magazzino.


Pietro le osserva dall’alto della balaustra del secondo piano, dove sono gli uffici amministrativi. È orgoglioso del suo lavoro e del suo sogno. Ha investito tutti i suoi risparmi in quella impresa e i risultati gli danno ragione. Il Paradiso è un’attività fiorente, ma non mancano le insidie e i problemi. In quel periodo, in particolare, è alle prese con l’accesa animosità di un commerciante piuttosto battagliero, un certo Di Iorio, emigrato dalla Sicilia, che a Milano, a pochi passi dal suo Paradiso, ha un negozio di abbigliamento. Si vede schiacciato dal progresso e accusa lui dei suoi problemi.  Farebbe di tutto per ostacolarlo. Nei giorni scorsi è arrivato persino a bruciargli un furgone e lui lo ha denunciato. Così, non ha certo testa per una ragazzina saccente che invece di ringraziarlo, gli si è scagliata contro, riempendolo di epiteti poco lusinghieri. Eppure, da quando è rientrato in ufficio non fa che pensare a lei ed è insolito per lui, che da qualche tempo sembra aver chiuso con l’idea di rifarsi una vita sentimentale. Deve essere la sorpresa per il modo in cui l’ha trattato. In fondo lui è stato gentile e lei non aveva alcun diritto di trattarlo in quel modo.


Meglio cambiare aria. Scende nel magazzino e intravede Vittorio. È alle prese con il sole. Gli operai lo stanno collocando in vetrina, ma il suo amico è come al solito alle prese con una donna. Non ha modo di vederla. In verità non gli interessa neppure tanto. Vittorio non se ne lascerebbe sfuggire neppure una. Ha un debole per il gentil sesso.
«Che stai guardando?», gli chiede.
«Una bellezza rara. Una di quelle che noteresti persino tu».
Sorride. Non c’è donna che possa avere la meglio su di lui. Eppure quella nuvola che è appena uscita dal suo negozio, avrà il potere di porli l’uno contro l’altro.
Pietro lo ignora ancora, ma la folta chioma bionda, che si è appena dileguata, è la stessa che ha salvato alla stazione. Tornerà al Paradiso alcuni giorni dopo, rivelandogli la sua identità. È Teresa Iorio, la nipote del fastidioso commerciante che non si rassegna al progresso. Si intrufola nel suo ufficio, pretendendo di parlarle con il direttore.



Cercano di fermarla, ma inutilmente. Lui dapprima si altera, ma quando la vede, cambia subito idea. È come se il sole fosse entrato nella sua stanza. Non che sia vestita meglio dell’ultima volta, ma ha qualcosa che gli piace. È il suo opposto. Tanto lui è controllato, tanto lei è agitata. Lo riconosce subito, ma poi passa a spiegargli il motivo per cui è lì e il suo entusiasmo muore sul nascere. Vuole che ritiri la denuncia contro suo zio. Non è sua abitudine perdere tempo con queste sciocchezze. Lo chiarisce subito, ma lei non molla. Così si scontrano. Per la seconda volta in pochi giorni. Quella ragazzina potrà anche essere bellissima, ma di sicuro non conosce l’educazione e la razionalità. Grida come un’ossessa e pretende che le cose siano come dice lei. Bene. Se vuole che ritiri la denuncia, che suo zio gli chieda almeno scusa e quanto a lei, invece, di aggredire gratuitamente le persone, che si cercasse un lavoro, contribuendo alle entrate piuttosto scarse di suo zio, salvandolo dalla prigione.
Lo ha detto così. Senza pensarci troppo, ma lei lo ha preso in parola e ha fatto richiesta per essere assunta come Venere a Il Paradiso. La signorina Mantovani sostiene che è un disastro, ma Vittorio, manco a dirlo, insiste perché l’assuma. A suo parere ha un potenziale interessante. Certo, sotto i vestiti deve essere molto intrigante. Peccato che lui non abbia tempo per queste cose. Non bastava il piccolo commerciante in difficoltà, che alla fine gli ha chiesto scusa, ora deve reperire liquidità per l’azienda in tempi brevi e le banche chiedono margini di restituzione piuttosto stretti. Ok. La meridionale sia assunta in prova. Accorda e non sa nemmeno lui il motivo per cui ha accettato. A dire il vero lo sa, ma non vuole indagare. Ha appuntamento con il banchiere Mandelli e non ha molto tempo da perdere.


Ed ecco un altro pezzo del suo passato emergere. Mandelli è il fratello dell’uomo che ha ucciso in carcere. Lo ha fatto per proteggere Galli dai suoi soprusi. Sì, Galli è un amico di vecchia data. Per questo gli ha affidato la contabilità del Paradiso. Di lui si può fidare. Indipendentemente da questo, ora ha un grosso problema. Molto più grosso dei precedenti. Mandelli ha intenzione di distruggerlo e per fermalo farà di tutto. Non è una minaccia senza valore. Quell’uomo è potentissimo in città e vuole la restituzione del prestito in tempi brevi.





Ancora una volta Pietro è solo. Non può chiedere aiuto a Galli. Troppo irreprensibile e neppure a Vittorio che in quel campo non è molto ferrato.
In carcere con lui e Galli c’era un altro soggetto. Un tipo poco raccomandabile, che una volta finita la prigionia ha continuato a lavorare nell’ombra, Jacobi. Ci sono amicizie che è bene non mostrare in pubblico, che fanno, però, comodo nei momenti di bisogno. È a lui che si rivolge, per ottenere liquidità. Una richiesta che gli costerà cara, perché lo riporta nella sua vita, con la pretesa, prima o poi, di entrare a far parte de Il Paradiso. Quel negozio fa gola a parecchie persone, ma per motivi diversi. Mandeli vuole appropriarsene per mandarlo sul lastrico e Jacobi lo vuole per riciclare denaro sporco. Non ci si libera mai del passato. Pietro lo sa, ma lotta. È nel suo carattere.



In quella trappola mortale che lo costringe a muoversi nell’ombra, quella ragazzina saccente è come un raggio di sole. Vittorio ci ha visto giusto. La meridionale apprende presto ed è brava con le clienti. Lo ha ammesso anche la Mantovani, che ha dovuto rifiutare in un eccesso di ardore.  Sembra che le donne non possano fare a meno dell’amore.
Lui invece non riesce a fare a meno di quella ragazzina. Gli piace. La segue con lo sguardo. La spia di nascosto, mentre familiarizza con le clienti e si rende complice con le colleghe. Ha carattere. È bellissima e ha un rapporto speciale con Conti. Se solo ci pensa si sente stringere lo stomaco in una morsa. Quei due sono perfetti insieme. Pulita, solare e libera lei, geniale, avvenente e libero il suo amico. Sa che dovrebbe gioire per lui, ma non ci riesce. Vorrebbe Teresa per sé, ma sa che non potrebbe mai offrirle nulla di concreto. Lei non capirebbe. Lui è la luna. La sua vita è carica di macigni, che ogni notte agitano i suoi sogni. Eppure lasciarsi andare, almeno una volta nella vita, significherebbe illudersi che anche per lui esiste la felicità, quella felicità che sembra a portata di mano per tutti e che invece a lui è preclusa. A Biella in una trasferta di lavoro, a cui fortuitamente prende parte anche lei, qualcosa accade. Pietro si lascia andare e le racconta un piccolo pezzo del suo passato. Teresa lo ascolta ed è chiaro che quello che prova lui è ricambiato. Ne ha conferma al rientro, quando la riaccompagna a casa e oramai senza freni la bacia. Lei lo ricambia, ma lui si accorge presto di aver spinto il piede sull’acceleratore, sbagliando. Si tira indietro. Lei non capisce. Nel suo mondo, il bacio è l’inizio di qualcosa di importante. Per Pietro, invece, è un momento di debolezza da soffocare. Lei non capirebbe e poi lui deve sposare un’altra. Ha trovato un modo per fermare Mandelli. La soluzione gliela ha offerta involontariamente Vittorio, parlandogli di Andreina Mandelli. Il banchiere ha un punto debole: sua figlia. L’ha corteggiata, sedotta e innamorata. Il padre ha provato a osteggiarlo in tutti i modi, mettendo in guardia la figlia, ma la sofisticata Andreina non ha retto al suo fascino e ha accettato di sposarlo. Teresa, dunque, è un sogno che non può concedersi. La respinge. Lei non capisce. Si sente tradita. Lui minimizza e a quel punto accade ciò che ha sempre temuto. Vittorio si fa avanti e lei lo accetta. Dovrebbe rassegnarsi, dovrebbe soffocare quei sentimenti che contro ogni suo volere, riemergono con sempre maggiore forza. Non può stare con lei, ma non vuole che si trovi qualcun altro. Eppure Vittorio è perfetto. È il suo migliore amico. Lo ammira. Lo stima. Dopo di lui, sarebbe la persona a cui affiderebbe la sua vita e dunque Teresa. L’amore però è irrazionale, egoista e insensibile. Così commette un altro passo falso. Si fa prendere dall’ansia tipica dell’innamorato. Non perde occasione per stare insieme a Teresa. Inventa scuse per parlarle, per trascorre del tempo con lei, per impedirle di vedere Vittorio e lo capiscono tutti che il suo comportamento è ambiguo. Vittorio lo fronteggia. Andreina reclama le sue attenzioni e la stessa Teresa, in preda alle lacrime, rivendica il suo stato di donna libera. Eppure non lo molla. Vede che sta male e vuole aiutarlo, anche a costo di perdere Vittorio. Dovrebbe esserne felice, ma non lo è. Pietro sa di aver sbagliato. Ha sbagliato con tutti: con Vittorio, a cui ha negato il suo interesse per Teresa, con Teresa ha cui ha assicurato che quel bacio era solo un errore e con Andreina, che ha illuso e sedotto, solo per vendicarsi del padre. Non aveva scelta. Se lo ripete ancora una volta. Ma sì,che lo odiassero tutti. Tutti, ma non Teresa. Non può pensare di perderla, ma non può neanche raccontarle la verità. Lei non capirebbe e lui la ama troppo per distruggerle la vita. Deve sposare Andreina, ma più il tempo passa e più quell’unione gli va stretta. C’è stato un periodo, in passato, che non riuscendo ad affrontare la vita si è rifugiato nell’alcool. Per questo sta sempre molto attento a non bere. Solo che adesso il peso del passato si mescola al presente. L’amore che sente per Teresa, soffocato a lungo, gli scoppia dentro. È diventato inarrestabile, ma lasciarlo andare per la sua strada significherebbe affrontare il carcere e perdere il Paradiso. Mandelli ha le prove. Jacobi è contro di lui. Può salvarsi solo sposando Andreina. Lui è un uomo razionale. Lo è sempre stato. È così che è riuscito a realizzare il suo sogno. Non può mandare tutto all’aria per qualcosa di così irrazionale.


Nel cassetto della sua scrivania conserva il simbolo della ragione e del cuore. Ci sono due astucci. Uno contiene un solitario e l’altro una catenina d’oro con un ciondolo, che raffigura il sole. Il primo lo consegnerà all’impunità, mentre il secondo lo farà precipitare negli abissi della vita e le gioie del cuore.
È una lotta interiore dura da sostenere, ma alla fine sceglie e lo fa con un coraggio che non ha mai creduto di possedere. Ha tutti contro: Vittorio, , Mandelli, Andreina, Jacobi e persino Teresa.
Lo sapeva. Lo aveva sempre saputo. Eppure ha voluto osare. Il suo passato è rivelato. Lui ha scelto. E lei? Cosa farà lei? Sarà così forte il suo amore? Pietro sa di non poterle raccontare tutto e così, ancora una volta, ricorre a quel passato oscuro per sistemare le cose. Viene scagionato dalle accuse. L’omicidio Mandelli fu legittima difesa. Non è vero, ma quel segreto se lo porterà nella tomba. Teresa non capirebbe. Ci sono animi destinati alla luce, altri alle tenebre. Lui sa di appartenere a queste ultime, ma si aggrappa a lei a quel sole che è arrivato a rischiarare le sue giornate, per afferrarsi all’illusione delle felicità. Oramai è chiaro che senza di lei non potrebbe vivere e per averla è disposto a tutto anche a dare la vita.

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